Basta con i canili lager e più tutela del benessere degli animali. Sono queste le due linee attorno alle quali si sviluppa l’ordinanza urgente emanata dal Ministero del lavoro e della salute il 16 luglio e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 settembre scorso, che sarà in vigore per due anni, cioè fino al 7 settembre 2011. Il provvedimento contiene importanti novità.
D’ora in poi saranno i Comuni ad essere responsabili dei cani, poiché il loro affidamento alle strutture “deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali”. Quindi, scattano una serie di doveri ai quali i Comuni stessi dovranno attenersi. In primo luogo la “microcippatura” dei cani, la loro iscrizione all’anagrafe canina e poi la loro sterilizzazione (da effettuarsi entro sessanta giorni dalla presa in carico della bestiola). In questo modo al cane sarà sempre abbinato il Comune dove è stato registrato per la prima volta, rendendo quest’ultimo responsabile dell’animale per tutta la sua vita biologica.
Queste operazioni saranno obbligatorie anche in caso di trasferimento in altro Comune e dovranno essere svolte perciò prima di spostare il cane. L’ordinanza proprio in tema di spostamenti, poi, sottolinea la necessità di “evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza”, che comunque dovranno avvenire nel rispetto delle leggi vigenti. In ogni caso, il sindaco del Comune resterà responsabile dei cani prelevati sul proprio territorio e poi collocati in strutture site in altri Comuni ed in altre Regioni di provenienza.
Per tale motivo avrà degli obblighi precisi di verifica almeno una volta l’anno sullo stato di salute e benessere dei propri animali, di cui dovrà dare relazione al Consiglio comunale, e di informazione circa il trasferimento nei confronti del servizio veterinario dell`azienda sanitaria locale competente per territorio della struttura individuata, il quale servizio sarà a sua volta responsabile della vigilanza sul canile (igiene, trattamento agli animali, profilassi mediche, ecc.).
Un altro punto cardine del provvedimento riguarda i requisiti fondamentali che dovranno avere i canili. Ad esempio, non dovranno avere una capacità superiore o superare le duecento unità di animali, compresi eventuali moduli contigui alla struttura. Inoltre, dovranno rispettare i canoni previsti dalle leggi regionali e dai regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani, quanto a standard di base e condizioni di mantenimento, e dovranno avere l’autorizzazione sanitaria, garantendo anche la presenza di un medico veterinario libero professionista come responsabile sanitario.
Nei bandi di gara od all’atto della convenzione per la selezione dei canili i Comuni dovranno privilegiare quelle strutture che:
1) comporteranno minimi spostamenti degli animali, preferendo possibilmente strutture sul proprio territorio provinciale o regionale;
2) si avvarranno di servizi prestati da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus od enti morali aventi come finalità la protezione degli animali;
3) saranno gestite da associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus od enti morali aventi come finalità la protezione degli animali.
Ai prefetti spetterà il compito di vigilare che i Comuni agiscano secondo quanto stabilito da questa ordinanza, sostituendosi ad essi quando risultassero inadempienti.
Infine, il provvedimento prevede che i canili dovranno garantire la restituzione dell'animale al proprietario che ne facesse richiesta e che dovranno incentivare l'adozione dei cani, ad esempio affiggendo messaggi presso l'albo pretorio ed altri spazi pubblici, oppure creando apposite pagine sul proprio sito internet. In ogni caso dovranno aprire al pubblico almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, e per almeno quattro ore al giorno. Gli orari di apertura al pubblico dovranno essere comunicati all'azienda sanitaria locale competente per il territorio di ritrovamento e di arrivo degli animali e dovranno essere esposti in modo ben visibile all'ingresso della struttura.
22 settembre 2009
Fonte: Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali