Con la prima guerra mondiale il mondo intero fu letteralmente sconvolto, in misura fino allora sconosciute. Il 28 luglio 1914, data in cui l’Austria dichiarò guerra alla Serbia, segnò l’inizio di una guerra diversa da tutte le altre antecedenti; si trattò di una guerra “totale”, che coinvolse quasi tutta l’Europa e gli Stati Uniti anche a livello economico, amministrativo e politico.
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale l'Italia assunse una posizione di neutralità, ma il 24 maggio 1915 anch’essa dichiarò guerra all’Austria, schierandosi a fianco dell’Inghilterra, della Francia e della Russia.
Le prime battaglie in cui fu coinvolto l'esercito italiano ebbero un esito disastroso: nei territori del Carso i soldati italiani subirono quattro cruente disfatte (Battaglie dell'Isonzo). La “rotta” di Caporetto testimoniò la disorganizzazione, l’incapacità strategica e la mancanza di compattezza delle truppe italiane. L’arrivo del generale Armando Diaz e l’introduzione d'incentivi per i soldati dettero nuova linfa all’esercito, che, dopo aver resistito con successo agli attacchi degli Austriaci, riuscì a sconfiggerli definitivamente a Vittorio Veneto il 24 ottobre 1918.
L’Austria firmò l’armistizio il quattro novembre 1918 e la Germania sette giorni più tardi. La grande guerra era finita, ma si lasciava una pesante eredità di distruzioni economiche, di conflitti sociali e di tensioni politiche.
Sono trascorsi novantadue anni dalla fine della prima guerra mondiale e soltanto ora, a pochi anni dall'inizio delle celebrazioni del centenario, è stato fissato con precisione il numero complessivo dei soldati sommesi morti in quella guerra.
L’idea di istituire un albo dei Caduti Sommesi nella Grande Guerra si ebbe già alla fine del 2007 in riunioni tenutesi nella nuova sede dell’archivio storico per avviare la ricerca. Alla fine del 2008 il Comune di Somma, riconosciuta l’importanza del progetto, collocò sul monumento in piazza Vittorio Emanuele III ai Caduti una lastra di marmo con sopra scolpiti i primi ottantuno nomi individuati.
Lo storico Alberto Angrisani, nella cronologia dei più importanti avvenimenti accaduti a Somma, pubblicata nella sua opera Brevi notizie storiche e demografiche intorno alla Città di Somma Vesuviana, con riferimento all’anno 1920, scriveva: Somma ha dato alla grande guerra circa tremila combattenti, centosessantadue morti, ottanta mutilati. (Elenchi in archivio comunale).
Il trasferimento nel 2005 di una cospicua parte della documentazione dal vecchio archivio comunale alla nuova struttura non ci ha consentito il recupero di questi sopra citati elenchi, forse confusi nella grande massa documentaria. Bisognava scovare ancora circa ottanta nomi.
L’indagine non è stata agevole. Ci siamo avvalsi di altre fonti presenti nel nuovo archivio: il fondo Stato Civile con gli atti di morte dal 1915 al 1930 e, soprattutto i documenti segnalati nello schedario della categoria VIII (Leva e Truppe) dell’inventario. Infine utile è stato il confronto con l’Albo d’Oro del Ministero della Guerra (volume V) per quanto riguarda le informazioni attinenti ai combattenti deceduti delle provincie di Napoli e Salerno.
La ricerca, lunga e minuziosa, alla fine ha messo in risalto 170 eroi che, prima del decesso, hanno provato la fame, il freddo, le malattie, le ferite, le mutilazioni, la prigionia e il dolore nelle trincee, sui campi di battaglia e sotto le tende degli ospedali da campo: giovani, nella stragrande maggioranza figli di umili contadini, morti indossando la divisa dell’esercito italiano nei luoghi più vari e sperduti d’Italia e d’Europa. Nella categoria sono stati censiti i soldati deceduti durante il conflitto oppure negli anni immediatamente successivi per cause ufficialmente ricondotte alla guerra.
Di ogni militare sommese è stata compilata una descrizione con cognome e nome, paternità e maternità, grado, reggimento di appartenenza, data di nascita e di morte, causa e luogo di morte e riconoscimenti militari. Per quanto concerne l'anno di nascita dei caduti, il primato spetta alla leva del 1891: i più anziani sono due militari del 1876, mentre i giovanissimi sono due soldati della classe di leva 1899.
Lo stesso Albo d'Oro Nazionale ha errori e imprecisioni nel riferire alcuni cognomi, zone di decesso e date di nascita. La consultazione degli atti di nascita si è rivelata fondamentale. Anche i dati reperiti dagli atti di morte e trascritti dagli ufficiali di Stato Civile negli anni di guerra, contengono varie imprecisioni dovute alla scarsa dimestichezza con i termini militari, a errori di ricopiatura, a cancellature e inesatta decifrazione.
Interessanti si rivelano le decorazioni al valor militare: una medaglia d’argento accordata alla memoria del soldato Di Marzo Antonio e due medaglie di bronzo in memoria dei soldati Di Palma Felice e Di Palma Gaetano. Il più alto grado spetta ai sottotenenti Angrisani Antonio e Pantaleo Ernesto, seguono i sergenti Secondulfo Luigi e Secondulfo Pietro, i caporal maggiori Annunziata Pasquale e Brunelli Vincenzo, infine i caporali Di Mauro Giuseppe e De Falco Vincenzo. Tutti i combattenti sono nativi di Somma Vesuviana tranne sette soldati, che all’epoca dei fatti risiedevano in paese con le rispettive famiglie. La Prima Guerra Mondiale rimane, quindi, uno degli eventi più importanti e sconvolgenti del secolo scorso.
Questo lavoro è dedicato ai giovani di questa città affinché, nati e educati nello spirito di libertà e di concordia tra le nazioni, possano mantenere vivo nel loro animo il ricordo dei loro antenati che immolarono la propria vita.
A cura di Alessandro Masulli e Antonio Auriemma.
FONTI DI RICERCA
Archivio Storico “G. Cocozza”, Inventario, Categoria VIII: Leva e Truppe.
Archivio Storico “G.Cocozza”, Fondo Stato Civile, Atti di nascita (1876- 1899) e Atti di morte (1915-1920).
Ministero della Guerra, Militari caduti nella guerra nazionale 1915-1918, Albo d'Oro, vol. V (Campania), Provincie di Napoli e Salerno, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1929.
Municipio di Somma Vesuviana, Stato Civile, Atti di morte 1920-1930.
Per chi volesse approfondire la ricerca su un proprio congiunto deceduto può rivolgersi all'archivista responsabile ogni martedì e giovedì dalle ore 16:30 alle ore 18:30.